07.21

Il nuovo film di Jason Reitman conferma le qualità del regista canadese dopo le ottime prove di “Thank You for Smoking” e “Juno”, il suo terzo film è un nuovo “piccolo capolavoro”.
Tra le nuvole è una commedia drammatica molto frizzante che grazie a dei dialoghi serrati e spassosi ed una regia dinamica e veloce ci regala poco meno di due ore di grande cinema.
TRAMA:
Ryan Bingham è un “tagliatore di teste” che trascorre quasi tutto l’anno in viaggio da un capo all’altro dell’America, occupandosi di licenziare i dipendenti per conto delle aziende in crisi. Ryan è completamente assorbito dal proprio lavoro e rifugge qualunque legame affettivo; ma le cose cambiano quando il suo capo gli affianca Natalie Keener, una giovane ed ambiziosa collega alle prime armi. (fonte: filmedvd.it)
Le qualità di “Up in the air” non si fermano ad un’ottima regia che dona gran ritmo della vicenda e ad una solida sceneggiatura con situazioni e dialoghi appassionanti, il merito va dato sicuramente anche agli attori a partire da un George Clooney in stato di grazia.
Clooney è perfetto nel ruolo del cinico “taglliatore di teste” Ryan Bingham, le sue espressioni, la sua finta sicurezza che nasconde una forte solitudine è resa al meglio dall’attore, molto brava anche l’ambiziosa “ottimizzatrice” aziendale Natalie Keener interpretata da Anna Kendrick che riesce perfettamente a dare l’idea di una persona che perde pian piano le sicurezze e la determinazione iniziale, buona la prova di Vera Farmiga che fa la parte di Alex, donna in carriera poco incline alle relazioni serie anche se risulta essere la meno convincente dei tre attori.
Jason Reitman ci porta con grande maestria nel mondo fatto di Ryan Bingham, un mondo fatto di aerporti, mezzi di trasporto, hotel, carte di credito, pass, vip card, corsie preferenziali, feste private, sale d’attesa… un mondo che per Ryan ha un valore forte e concreto, accessori ed elementi che non fanno solo parte del “pacchetto viaggio” ma che per Ryan hanno la capacità di farlo sentire a casa. Per Ryan essere sempre in volo è una filosofia di vita, una filosofia che però traballa quando si innamora dubitando così sulla sua vita fatta di legami inesistenti e solitudine.
Oltre alla figura di Ryan la pellicola ci dà uno spaccato della crisi che sta colpendo l’economia americana (e gobale) di questi ultimi anni dando voce a persone che hanno perso veramente il posto di lavoro. Situazioni che sono molto più forti e convincenti di qualsiasi documentario.
Forse l’unico momento meno riuscito della pellicola sono le nozze della sorella di Ryan, una situazione un pò troppo ruffiana e forzata ma che nel contesto non dò fastidio e non abbassa la qualità artistica della pellicola.
Da vedere.



Il trailer:
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