2009
Ho scoperto da poco questa band americana e il loro ultimo bellissimo album “Merriweather Post Pavilion” uscito a gennaio del 2009 e da molti critici ritenuto uno dei migliori di quest’anno.
Attualmente il gruppo si compone di 4 membri, Avey Tare, Panda Bear, Deakin e Geologist, rispettivi nomi d’arte di David Portner, Noah Lennox, Josh Dibb e Brian Weitz, ma agli inizi, nel 2000, il primo album venne autoprodotto da Avey Tare e Panda Bear, poi nel 2001 si aggiunse Brian Waltz (the Geologist) e nel 2003, dopo che Avey Tare si trasferì a New York, arrivò anche Conrad Deakin e così finalmente il gruppo firma il loro prima album con il nome Animal Collective: “Here Comes The Indian”.
Nel 2004 esce “Sung Tongs” seguito da “Feels” nel 2005, da “Strawberry Jam” nel 2007 e dal loro ultimo lavoro “Merriweather Post Pavilion” del 2009.
La musica degli Animal Collective non è facile da classificare, non c’è un genere dominante, nei loro dischi troviamo varie contaminazioni che tra l’altro cambiano da un disco all’altro, si può parlare di Experimental rock, Indie rock, Alternative rock, Neo-psychedelia.
L’album che ho avuto modo di ascoltare in questi mesi è un vero e proprio mix sperimantale di diversi generi musicali con un prevalere della parte elettronica e psicadelica. Ad un primo ascolto mi sono fatto un’idea sbagliata, ho valutato il sound in maniera generale giudicandolo confuso e fastidioso anche se c’era qualcosa che mi rapiva e mi faceva ritornare ad inserire il cd nel lettore. E così, ascolto dopo ascolto, ho scoperto l’anima di questo gruppo che fin dai suoi esordi cerca di ritornare alle origini, reinventa la musica grazie a suoni brutali uniti a melodie più soft, non a caso si parla di “primitivismo” rock.
La band newyorkese si allontana dalla scena sonora “classica” fatta di buisness, marketing, videoclip e tutto quello che ruota intorno al commercio prendendo le distanze dalle prerogative tipiche dei prodotti di oggi, rivolti alla massa con i mezzi tipici per usufruirne. Non è che gli Animal Collective non fanno video o sono fuori dal mondo, però si sente che la loro musica è qualcosa che viene da dentro e che non ha limiti dettati dal consumismo odierno, traspare la voglia di esprimere uno stato d’animo, un particolare periodo, una sensazione, attraverso la musica a 360°, sperimentando e unendo svariati generi e strumenti.
Belle le atmosfere che ricrea “Lion in a Coma” o le sonorità più delicate di “Guys Eyes” mentre è semplicemente fantastica la traccia n°2, My Girls, con un crescendo musicale da brivido… comunque tutte le traccie sono molto belle, originali e spiazzanti, da ascoltare e riascoltare per apprezzarne tutti i suoni, i dettagli, le melodie, le grandi capacità di questo gruppo newyorkese che ha tante cose da dire e le dice molto bene!

Tracklist:
In The Flowers
My Girls
Also Frightened
Summertime Clothes
Daily Routine
Bluish
Guys Eyes
Taste
Lion In A Coma
No More Runnin
Brothersport




















